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"C'è tempo". La recensione.

L'esordio nel lungometraggio di finzione di Walter Veltroni veste i panni del road movie: un'opera che scorre sotto le ruote di un Maggiolino cabriolet con passeggeri molti diversi tra loro. "C'è tempo" è un abile gioco di specchi, una storia di fratelli che si scoprono tali dopo un evento drammatico, fratelli che riflettono uno nell'altro le proprie solitudini e che si scoprono, anche se apparentemente agli antipodi, accomunati da un sentire condiviso di esperienze e di emozioni.

Alla mia piccola Sama

Dedicato alla figlia nata sotto le bombe di Assad, con Alla mia piccola Sama la regista racconta i massacri del regime senza filtri, attenuando l’orrore della presa diretta con una dimensione più intima. Il risultato lascia sgomenti.

Blinded by the light: quando "Il Boss" ti salva la vita.

Pensare a Blinded by the light con una unica chiave di lettura è un errore grossolano e superficiale.
Blinded by the light non è solo il racconto di un adolescente – francamente – ossessionato dal suo idolo, come è giusto che un adolescente si ossessioni, neanche soltanto la storia di un ragazzo che, in maniera altrettanto giusta, vuole emanciparsi dalla sua famiglia di origine, inseguendo il suo posto nel mondo.

Cafarnao, la denuncia dei bambini "invisibili"

Cafarnao significa, caos, confusione. Il termine ricorda la città della Galilea che ha ospitato momenti importanti della vita e della predicazione di Gesù. Capharnaüm di Nadine Labaki (film uscito in Italia col titolo Cafarnao, caos e miracoli) è Beirut, tra i quartieri disagiati della quale vivono Zain, i suoi numerosi fratelli e i suoi genitori, tesi e depressi.

Cyrano mon amour, il film che racconta la nascita di un capolavoro della letteratura francese

1895. Edmond Rostand è un poeta francese che si è trasferito a Parigi con la moglie e il figlio in cerca di affermazione. La sua pièce teatrale La Principessa Lontana è un vero fiasco, anche se gode della presenza della diva Sarah Bernhardt. Passano due anni, Edmond e Rosemonde hanno un altro bambino e di successi neanche l’ombra. Scarseggiano i soldi, Edmond è perciò costretto a mettersi a servizio dell’attore Coquelin, che ha diversi contatti con gli impresari, per tornare sulle scene con un’opera nuova.

Dalla carta alla pellicola: le divertenti avventure della Strega Rossella e Bastoncino

La strega Rossella è gentile, sempre allegra e riconoscente verso chi è gentile con lei. Volando, volando perde infatti oggetti importanti per lei, il suo cappello, il fiocco per i capelli, la bacchetta magica. Per ringraziare il cagnolino, la rana e l’uccellino che glieli hanno riportati, li fa salire sulla sua scopa, nonostante i miagolii di disapprovazione del suo amico gatto. Ma il peso eccessivo in una giornata di tempesta spezza la scopa. Tutti precipitano e si disperdono. Rossella si trova di fronte un famelico Drago sputafuoco pronto a mangiarla con contorno di patate arrosto. Ma dallo stagno spunta un mostro a quattro teste che con versi orrendi lo metterà in fuga. E l’allegra compagnia si ricompone con una scopa dotata di tutti i comfort. Bastoncino vive felice con la sua Stick Lady e i tre figli in un albero cavo: festeggiano il Natale. Il tempo scorre, durante una passeggiata un cane lo scambia per un legnetto, poi una bambina lo getta in acqua per gareggiare con le sue amiche. Comincia una penosa odissea, fino alle temibili onde del mare. Ma Bastoncino affronta ogni pericolo per tornare a casa dalla sua famiglia per il Natale che di nuovo è vicino. Sarà proprio Babbo Natale a salvarlo dalle fiamme di un camino dove giaceva esausto e senza scampo.

Deep - Un'avventura in fondo al mare: il pericolo dell'inquinamento mostrato sotto forma di sorrisi animati

Superare i confini dell’ignoto e avventurarsi là dove ci è stato proibito andare è una delle sfide più sfruttate narrativamente al cinema. Il senso di ribellione dei giovani si trasforma in un’odissea personale piena di ostacoli da superare e segreti da rivelare. Quello affrontato da Deep nel film d’animazione diretto dal regista spagnolo Julio Soto Gurpide e intitolato per l’appunto Deep – un’avventura in fondo al mare, non ha nulla dell’avventura tra le onde australiane di Alla ricerca di Nemo, o le scalate adrenaliniche affrontate da Sid, Manfred e Diego ne L’Era Glaciale. Dietro la semplicità di un racconto fin troppo abusato, si nasconde la denuncia di un’azione crudele compiuta dall’uomo ai danni dell’ambiente.

Dolcissime: la leggerezza della rinascita

Sognare è come lasciarsi cullare dall’acqua. Vaghi leggera, senza pensieri. Nel sogno, come sott’acqua, siamo tutti uguali, ci muoviamo con leggerezza dimenticandoci per un attimo del mondo circostante. Il sogno di Mariagrazia, Chiara e Letizia è quello di essere viste per quelle che sono dentro, e non per i chili in più. Nuotano, danzano, si sentono libere di essere loro stesse, senza circondarsi di quella bolla di sapone che le isola dagli altri, un guscio protettivo creato e induritosi nel tempo per lenire le offese e gli attacchi ricevuti. Una barriera che è anche zavorra, che le ragazze si portano sulla schiena come i chili che le fanno sudare, mozzare il respiro, colare a picco nell’oceano delle proprie tempeste.

Il caso Spotlight: il giornalismo d’inchiesta che ha fatto la storia

Non è facile essere un giornalista. Sempre alla ricerca della notizia perfetta e selezionatore attento di parole e immagini mentali, il reporter è un costruttore di universi letterari ristretti in poche colonne con cui raccontare eventi capaci di attirare l’attenzione e scuotere il pensiero comune.

Il cinema sociale inglese: gli anni Ottanta di Sing Street

Dublino, 1985. A causa dei problemi economici dei suoi genitori, Connor (un adolescente timido e impacciato) deve passare dalla scuola privata a quella pubblica. Entra così in un mondo governato dal caos e dell’aggressività, ma non si perde d’animo e decide di costituire con un gruppo di amici una band musicale, coinvolgendo nel progetto anche Raphina, aspirante modella di cui si è invaghito.

Il giorno più bello del mondo: alla ricerca della “gioia pura”

Siani ci porta in una favola bella che racconta la magia e l’arte. Arte intesa come “gioia pura” che l’artista offre agli spettatori così che questi per poche ore possono dimenticare tutte le miserie della vita. Poco male se l’artista in quanto tale è costretto a vivere una vita piena di tribolazione con un teatro e una compagnia che cascano a pezzi. Ogni artista nel suo percorso ha diritto almeno ad un incontro fortunato che può cambiargli la vita. Per l’impresario Arturo Meraviglia (Siani) l’incontro fortunato avviene con Gioele, un bambino dai poteri segreti che magicamente riuscirà a portare “Gioia Pura” nella vita del protagonista, al teatro, agli spettatori e a noi, in una commedia riuscitissima che colpisce appieno l’obiettivo e per alcune ore ci fa fluttuare nella Meraviglia delle luci e delle magie del film e dimenticare tutto quello che c’è fuori.

Imparare a lavorare in team: la lezione che non ti aspetti dal coloratissimo mondo di The Lego Movie 2

“È meraviglioso, è meraviglioso fare parte di un team”; è un refrain incalzante, martellante, che ti entra in testa senza lasciarti più. E poi, quando credevi che finalmente il peggio fosse passato, ecco che ti siedi sulla tua poltrona in sala, le luci si abbassano e il motivetto che credevi aver debellato dalla tua memoria si ripropone in tutta la sua potenza facendo ancora una volta da main theme all’opening scene di The Lego Movie 2.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Immerso in un’atmosfera fuori dal tempo e dallo spazio, ispirato alla dimensione onirica e metafisica di Giorgio De Chirico, il film di animazione, esordio di Lorenzo Mattotti, affermato fumettista e illustratore di libri per l’infanzia, rilegge in modo originale e poetico il famoso testo di Dino Buzzati. In esso si possono rintracciare i temi eterni delle fiabe: la lotta fra bene e male, la ricerca della propria identità, il rapporto fra natura e cultura, il conflitto fra umanità e ferinità, la brama di potere. La fiaba, tuttavia, lungi dall’essere moraleggiante e didascalica, si manifesta come una ironica problematizzazione della condizione umana, affidata alla salvifica e inestinguibile dimensione del racconto mitico. 

Lunar City, il documentario che preannuncia la colonizzazione della Luna. Dal 2024.

Da pochi giorni sono trascorsi 50 anni dalla prima missione sulla Luna.
50 anni da quei momenti del 20 Luglio 1969 che hanno tenuto con il naso all’insù persone di tutto il mondo di diverse nazioni, culture, etnie, estrazioni sociali a osservare un punto nel cosmo.
Un giorno che ci ha permesso di alzare la testa dalle nostre miserie regalandoci una visione del cosmo, della terra, della dimensione dello spazio e dell’uomo che prima era esclusiva di pochi eletti. Ancora oggi è difficile comprendere la portata di quell’evento e l’influenza che ha avuto sulla società contemporanea.

Ma cosa ci dice il cervello: un film sull’ordinaria inciviltà, fuori e dentro la scuola, proposta in chiave comica

«We could be hero, just for one day»; «possiamo essere eroi anche per un giorno» cantava David Bowie, e Giovanna (Paola Cortellesi) in Ma cosa ci dice il cervello eroina lo è tutti  i giorni. Un’eroina in incognito, senza superpoteri, nascosta dietro la falsa maschera dell’anonima impiegata al ministero. Ma tra le sue mani non troverete buste paga, o ritenute di acconto, bensì cellulari, computer, e strumentazioni varie che possono aiutarla nello svolgimento di quella che è la sua vera missione: difendere la sicurezza dei cittadini italiani.

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