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Mathera: mettetevi in ascolto e i muri vi racconteranno la storia

Francesco Invernizzi, regista di documentari d'arte, tra cui Bernini e Leonardo Cinquecento, regala al pubblico un lavoro di abbacinante bellezza; e se è vero quello che disse Picasso "Dopo la preistoria, l'arte è stata solo decadenza", la polvere, le rocce e la consistenza materica dei Sassi più celebri del mondo, sono un esempio cristallino di geologia esistenziale, fuori dal tempo, ma soprattutto sopra il tempo.

Oltre la notte la distanza tra giustizia e vedetta

Katja sognava una vita serena con la propria famiglia, ma quel sogno viene spezzato a causa di un attentato, in Germania, che le strappa il marito Nuri e il figlio Rocco. La donna, in un primo momento, si affida a Danilo Fava, suo legale e amico di Nuri e riesce ad affrontare il processo e a reagire apparentemente all’accaduto, anche grazie al sostegno di parenti e amici, processo durante il quale è costretta ad affrontare ogni particolare di quel tragico evento; la giustizia, però, troppo lenta, non sempre sta dalla parte delle vittime perchè la difesa tenta in tutti i modi di screditare la sua testimonianza e di mettere in dubbio l’integrità morale del marito che in passato è stato uno spacciatore. Katja si è data all’uso di stupefacenti e, col passare del tempo, si abbandona alla disperazione e all’abisso. Un giorno - mentre si trova di fronte al mare in compagnia della solitudine e nell’attesa che si riaprano le porte del tribunale perchè, forse, sono state trovate nuove prove - decide di cercare ossessivamente gli assassini dei propri cari, trasformandosi in un angelo vendicatore e di far provare alla coppia di neonazisti accusati di aver innescato la bomba lo stesso dolore e tormento che lei stessa ha dovuto sopportare fino a un epilogo poco consolatorio per chi non lo fraintende.

Padrenostro

Personaggi e archetipi sifondono nella ricostruzione di una lacerazione interiore provocata da un trauma della nostra recente storia politica; Noce posiziona lo spettatore nel ruolo duplice del figlio e del genitore, con efficacia e pochi cedimenti.

Qualcosa di meraviglioso (Fahim)

Dacca 2011 - Créteil, Parigi 2015. In quest’arco di tempo si dipana l’avventura di due profughi. Nura Mohammad è costretto ad abbandonare il Bangladesh col figlio Fahim di otto anni, e un talento per gli scacchi, per le sue convinzioni politiche. Il piccolo lascia tra le lacrime il resto della famiglia. Con dolcezza Nura lo convince a partire con la promessa di fargli incontrare in occidente un grande maestro. Passata la difficile frontiera indiana, il viaggio prosegue tra mille difficoltà, fino all’agognato aereo e alla grande capitale. Dove li aspettano mille difficoltà. L’asilo politico è sempre rifiutato; accolti in centri per rifugiati dalla Croce Rossa, non parlano francese, sono costretti a vivere di piccoli lavori precari. Finché qualcuno nota l’interesse e le capacità di Fahim e lo iscrive al Centro scacchistico di Créteil. Sylvain Charpentier, il maestro campione di scacchi dal grande cuore, lo accoglie ruvidamente: sospetto e attrazione reciproche non impediscono che nasca una franca amicizia. Con la sincerità e il veloce apprendimento dei bimbi, il piccolo impara ben presto le regole del gioco e della vita nel nuovo Paese. Iscritto al campionato di Francia di scacchi, sbaraglia tutti i concorrenti. Ma può un clandestino essere il campione di Francia?

Terra Bruciata! La ferocia nazista nell’Italia del Sud. Il film sulla strage di Conca della Campania, ignorata dai libri di storia

Nel suo “Paisà” (1946) Roberto Rossellini rifuggiva dall’impiego di inquadrature ristrette così da poter dar vita a un film corale, fatto di unione, impegno solidale, e non di singoli eroi. In maniera del tutto speculare con Terra Bruciata! il regista Luca Gianfrancesco riesce a ottenere lo stesso risultato impiegando proprio quei primi piani tanto evitati dal regista neorealista.