La poetica avventura de "Il bambino che scoprì il mondo"

Alê Abreu stava lavorando a un documentario di animazione sulla storia latino-americana quando ritrovò dei quaderni nei quali aveva abbozzato il personaggio del bambino. Vedendoli, pensò immediatamente che questo bambino sarebbe potuto diventare il protagonista di un film, che a quel punto avrebbe narrato la sua storia. Una storia che, pur non essendo più un documentario, avrebbe comunque raccontato molto del Brasile di oggi, metafora di tanti altri posti nel mondo.

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Il film racconta di un bambino che vive con i suoi genitori in campagna e passa le giornate in compagnia di ciò che gli offre la natura che lo circonda: pesci, alberi, uccelli e nuvole, tutto diventa pretesto per un gioco e una risata, briglie sciolte alla fantasia. Ma un giorno il padre parte per la città in cerca di lavoro. E il bambino, a cui il genitore ha lasciato nel cuore la melodia indimenticabile che gli suonava sempre, mette in valigia una foto della sua famiglia e decide di seguirne le tracce. Si troverà in un mondo a lui completamente ignoto.

Il bambino che scoprì il mondo, che pochi tratti stilizzati bastano a definire, non ha nome né voce, crede come tutti i bambini che ogni cosa sia possibile e persegue il suo scopo – ritrovare suo padre – con un'energia e una determinazione incrollabili.

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Tags: film di animazione, il bambino che scoprì il mondo, avventura, natura, racconto di formazione

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