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Tempi Moderni, la perfetta sintesi dell’umanesimo chapliniano

"La forza del film sta proprio nell’aver scelto a protagonisti due personaggi che non vogliono cambiare
il mondo, ma, più umilmente, inserirsi alla meno peggio. Perché il film riceve forza da questa scelta?
Crediamo perché esso punta non già sul futuro e sull’utopia ma sul passato e sul senso comune."

Alberto Moravia

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Nel febbraio del 1936 Tempi moderni venne presentato a Londra; in marzo, a Parigi. In Italia e Germania il film incontrò però degli ostacoli, e nel nostro Paese l’ufficio censura rilascerà il nullaosta solo un anno più tardi. Punto di fusione ideale tra il personaggio di Charlot e la Storia collettiva, Tempi moderni e una perfetta sintesi dell’umanesimo chapliniano e di tutto il suo cinema precedente. Sorprendono ancora, a più di ottant’anni dalla sua uscita, la lucidità dello sguardo, le invenzioni comiche, il rigore stilistico, la modernità del linguaggio e la disarmante attualità. Tempi moderni è il primo film a portare sullo schermo, in chiave comica, le alienazioni della modernità e il rapporto uomo-macchina, così come s’era affermato in America a partire dal primo dopoguerra. Nell’ideazione del film Chaplin attinse indubbiamente al ricordo della visita compiuta nel 1923 agli stabilimenti industriali della Ford di Highland Park. Dopo la sua visita, Chaplin fece ricostruire la catena di montaggio per Tempi moderni basandosi sulla sua esperienza diretta. È notevole la somiglianza che lega i disegni preparatori alle fotografie che Chaplin chiese di scattare al suo scenografo ad alcuni edifici industriali. L’operaio impazzisce dopo aver tentato di seguire fino in fondo il ritmo della catena di montaggio ritrovandosi negli ingranaggi della macchina, ma questo è anche un modo per rovesciare il rapporto di forza con le macchine, che egli può, con un semplice gesto, privare dell’alimentazione elettrica. Attraversando a grande velocità le diverse postazioni di lavoro all’interno della fabbrica, Charlot segue un percorso che ripristina un movimento libero, quando tutto intorno a lui è pensato per controllare i gesti e gli atteggiamenti degli operai. Cosparge d’olio tutti quelli che trova sul suo cammino e se la prende persino, virtualmente, con il monitor televisivo che rimanda all’immagine del principale.

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film per le scuole, Charlie Chaplin, Tempi Moderni, Charlot