Mathera: mettetevi in ascolto e i muri vi racconteranno la storia

Francesco Invernizzi, regista di documentari d'arte, tra cui Bernini e Leonardo Cinquecento, regala al pubblico un lavoro di abbacinante bellezza; e se è vero quello che disse Picasso "Dopo la preistoria, l'arte è stata solo decadenza", la polvere, le rocce e la consistenza materica dei Sassi più celebri del mondo, sono un esempio cristallino di geologia esistenziale, fuori dal tempo, ma soprattutto sopra il tempo.

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Partendo dall'interrogativo se i materani siano da considerarsi "figli della miseria" o "figli della storia", il regista descrive la storia recente di un avamposto antichissimo, uno dei centri di vita pulsante della storia dell'uomo, pari ad Aleppo e a Gerico, un modello fulgido di riscossa sociale, dalla "vergogna d'Italia" descritta da Togliatti alla investitura di Capitale Europea della Cultura 2019.

Merito del Carlo Levi di Rosiana memoria, merito di una presa di coscienza forte da parte dei materani, merito di una volontà ferrea di recuperare un vitalismo e una propositività finalizzate a dimostrare come una città incastonata su un increspamento montuoso, apparentemente isolata e condannata all'oblio, potesse essere faro ed esempio per tutti.

Ampie carrellate, suggestive riprese da drone e una fotografia di rara potenza restituiscono il fervore e l'anima di Matera e dei suoi abitanti, forgiata dal movimento monastico, che vide nella marginalità della Civitas àncora di raccoglimento e preghiera. Matera è spesso paragonata a una grande scultura anche se in realtà essa rappresenta un enorme vuoto, spazi popolati fin dal Paleolitico, restituiti dopo millenni alla loro giusta meraviglia, con una sapiente opera di restauro e cura minuziosa: è così che i Sassi, simbolo fino a qualche decennio fa di degrado e di pubblico imbarazzo, sono ora musei di arte contemporanea e moderna, sono auditorium, in cui "i silenzi della terra si mescolano a nuovi orizzonti musicali", sono motivo d'orgoglio e occasione di bellezza.

Invernizzi racconta i luoghi e le usanze, la Grotta dei Cento Santi, il Palombaro Lungo, la Cava del Sole, vero biglietto da visita per chi giunge in Lucania (perché la storia non sono i Sassi, ma il luogo dal quale essi arrivano), la celebrazione della Madonna della Bruna, un evento antico con la sua arcaica e parossistica distruzione del carro addobbato a festa. Riti che lo straniero potrebbe non comprendere ma che Mathera accoglie come fosse un "abitante temporaneo", una sorta di famiglia allargata che cambia volto settimana dopo settimana e che assurge a paradigma, a monito per l'Europa, soprattutto in un così delicato momento storico: Mathera parla ai luoghi marginali, parla ai piccoli centri, parla a chi non parte col favore delle previsioni, perché mai come oggi non è possibile lasciare indietro gli ultimi.

Costruire progresso è ancora possibile, anzi, imprescindibile. Un'incisione che possa riportare al principio delle cose, per poterle consegnare al futuro, con rinnovata e appassionata fiducia.

"Mathera - l'Ascolto dei Sassi" è disponibile con Keaton per le matinée scolastiche; organizza la proiezione e potrai scaricare i materiali didattici disponibili.

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