Il giorno più bello del mondo: alla ricerca della “gioia pura”

Siani ci porta in una favola bella che racconta la magia e l’arte. Arte intesa come “gioia pura” che l’artista offre agli spettatori così che questi per poche ore possono dimenticare tutte le miserie della vita. Poco male se l’artista in quanto tale è costretto a vivere una vita piena di tribolazione con un teatro e una compagnia che cascano a pezzi. Ogni artista nel suo percorso ha diritto almeno ad un incontro fortunato che può cambiargli la vita. Per l’impresario Arturo Meraviglia (Siani) l’incontro fortunato avviene con Gioele, un bambino dai poteri segreti che magicamente riuscirà a portare “Gioia Pura” nella vita del protagonista, al teatro, agli spettatori e a noi, in una commedia riuscitissima che colpisce appieno l’obiettivo e per alcune ore ci fa fluttuare nella Meraviglia delle luci e delle magie del film e dimenticare tutto quello che c’è fuori.

ESCLUSIVO! Matinée in contemporanea con l'uscita al cinema: dal 31 ottobre.

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Scritta, interpretata e diretta da Alessandro Siani alla sua quarta prova registica, Il giorno più bello del mondo è una gradevole commedia dei buoni sentimenti, una fiaba moderna che ha come leitmotiv la volontà del protagonista di seguire le orme del padre e donare gioia al mondo attraverso l’arte.

Arturo Meraviglia (lo stesso Siani) sente infatti la responsabilità e il peso di riportare in auge il piccolo teatro di avanspettacolo prima appartenente al padre e ormai prossimo al fallimento. “Dobbiamo costruire la gioia nei cuori delle persone”: queste sono le parole che il signor Meraviglia dice al piccolo Arturo nel flashback che apre il film, riferendosi al compito degli artisti che, con i loro numeri, devono costruire “gioia pura” nei cuori degli spettatori.

Trent’anni dopo il flashback, tuttavia, di quella gioia pura sembra non esserci più traccia e al suo posto Arturo deve fare i conti con un teatro in declino e una serie di debiti da pagare. La svolta arriva quando Arturo riceve da un lontano zio americano un’eredità tanto inaspettata quanto preziosa: non un’ingente somma di denaro o una piccola isola privata come sperava inizialmente Arturo, ma l’affidamento di due bambini, Rebecca e Gioele.

Mentre la prima si dimostra fin da subito spigliata ed estroversa, il secondo è taciturno, non parla mai e comunica solo attraverso i suoi grandi occhi blu. Questo, almeno, è ciò che Arturo crede finché non fa un’incredibile scoperta: “il bambino non parla, il bambino muove”! Gioele è dotato infatti di segreti poteri magici.

 “Un bambino magico a Napoli che fa?”, si chiede allora Arturo, che senza perdere tempo mette subito in atto un connubio quanto mai vincente: le straordinarie doti di Gioele mescolate con la magica arte di arrangiarsi tipica dell’ impresario.

Da questo momento il racconto prende il volo e Siani ci trasporta in un mondo favoloso fatto di un mix di magia, poesia e arte, sullo sfondo di una Napoli, se possibile, ancora più fiabesca,  sostenuto da un serie di personaggi spalla tanto improbabili quanto geniali come “Fefè o’ scienziato”, o  l’imbranato capocomico “Gianni Poco Poco” sempre alla ricerca del suo tormentone, o la segretaria giapponese, artista a sua volta, esperta lanciatrice di coltelli in incognito, riciclata per esigenze di cassa.

Un’infilata di personaggi secondari interessantissimi e ben delineati interpretati in maniera eccellente che da soli contribuiscono a rendere il film originale e ricco di trovate innovative. La narrazione prosegue tirata per circa un’ora e quaranta attraverso colpi di scena, gag a ripetizione, battute fantasiose e colorite e incontri di sentimenti sinceri e mai esagerati. 

Il film assume le forme di una commedia fantastica dal sapore partenopeo, a metà tra i toni fiabeschi di Mary Poppins e Pomi d’ottone e manici di scopa e l’atmosfera magica e divertente di Matilda 6 mitica. Con quest’ultimo, il film di Siani condivide anche il tema della famiglia: un po’ come Matilda che alla fine viene adottata dalla signorina Honey, Gioele e Rebecca vengono accolti in una famiglia basata non sui legami di sangue, ma sui rapporti di fiducia e di sostegno reciproco; una famiglia formata da bambini adottati, da un “padre” maldestro ma pronto ad affezionarsi alla prole acquisita e da un gruppo di amici bizzarri ma sempre presenti nel momento del bisogno.

Il film mette in scena anche l’onnipresente conflitto tra il bene e il male, qui rappresentato dal capo di un dipartimento scientifico che studia i poteri dei “bambini prodigio” come Gioele; l’uomo in questione (Leigh Gill, già visto ne Il trono di spade), affetto da nanismo, ha sempre sofferto la propria diversità e ora vuole sfruttare il potere di Gioele per crearsi una super-mente. In aiuto del bambino verrà Flavia (Stefania Spampinato, nota per Grey’s Anatomy), scienziata del dipartimento che attirerà anche le attenzioni e il cuore di Arturo.

 Il giorno più bello del mondo mette così insieme una serie di tematiche già affrontate tante volte al cinema ma a tutti noi care, prima tra tutte quella della “diversità”: diversi e un po’ eccentrici sono gli amici di Arturo, al centro di tante gag comiche che scandiscono il ritmo del film; diverso è Gioele, non solo per la sua capacità magica, ma anche per il suo “mutismo selettivo”, che lo porta a comunicare a gesti piuttosto che a parole (molto bella a tal proposito è la scena in cui Arturo insegna al bambino tutti i gesti tipici napoletani); diversa e anticonvenzionale è infine la famiglia che si va a creare piano piano tra il protagonista e i due bambini. Originali e innovativi infine i personaggi secondari.

Il film, scritto a quattro mani da Siani e da Gianluca Ansanelli, sembra dunque riecheggiare l’ottimismo divertente e allo stesso tempo riflessivo di Frank Capra, aggiungendo però alla ricetta anche un’atmosfera disneyana e il tipico tocco napoletano che contraddistingue la cifra predominante del regista de Il principe abusivo.

Con il suo nuovo film, Siani si rivolge principalmente a un pubblico giovane e giovanissimo, con un obiettivo ambizioso e lodevole: quello di trasmettere quella stessa “gioia pura” di cui parlava il padre di Arturo, sostituendo il palco del teatro con lo schermo del cinema.

Per quanto ci riguarda possiamo serenamente confermare: obiettivo centrato.

ESCLUSIVO! Matinée in contemporanea con l'uscita al cinema: dal 31 ottobre.

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Tags: recensione, scuole medie, scuole primarie , diventare grandi, genitori e figli, fantasy, commedia, spettacolo, famiglia, teatro

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